Tabella dei Contenuti
ToggleSe conservi criptovalute su un exchange o una piattaforma fuori dalla Spagna, c’è qualcosa di importante che devi sapere: l’Agenzia delle Entrate spagnola non vuole sapere solo quanto guadagni quando vendi, vuole sapere anche dove conservi i tuoi asset.

Per questo esiste il Modello 721, una dichiarazione informativa progettata specificamente per registrare le criptovalute situate all’estero. Non è un’imposta dove devi pagare denaro direttamente, ma ignorarlo può costarti molto caro.
Di seguito ti spieghiamo in modo chiaro, diretto e senza giri di parole chi è obbligato a presentarlo, a partire da quale importo ti riguarda e cosa succede ai fondi che hai in autocustodia.
Per comprendere questo adempimento, la prima cosa è distinguere tra informare e pagare: il Modello 721 «Dichiarazione informativa sulle monete virtuali situate all’estero» , è una dichiarazione informativa, non un’imposta. Presentarlo non ti obbliga a sborsare nemmeno un euro; la sua unica funzione è dare all’Agenzia delle Entrate una «fotografia» dei tuoi cripto-asset all’estero per incrociare i dati con il tuo IRPF o Patrimonio.
Nato sotto l’Ordinanza HFP/886/2023 come evoluzione del Modello 720, questo obbligo richiede di comunicare in via telematica i saldi che conservi al 31 dicembre su exchange internazionali (come Binance o Kraken) o su piattaforme DeFi estere.

In sintesi: informi di ciò che hai, non di ciò che guadagni. Detto questo, anche se non richiede pagamento, non fidarti: ignorare questa notifica comporta alcune delle sanzioni più dure del sistema fiscale spagnolo.
Possedere criptovalute non implica automaticamente presentare questo adempimento. L’obbligo si attiva solo se sei residente fiscale in Spagna e soddisfi due condizioni: che i tuoi asset siano custoditi da un terzo all’estero e che superino un determinato volume economico.
Il fattore determinante è raggiungere un valore complessivo superiore a 50.000 euro al 31 dicembre su exchange esteri.
La chiave per determinare se una criptovaluta rientra nel Modello 721 non è la tua posizione fisica, ma chi salvaguarda le chiavi private.
Devono essere dichiarati gli asset le cui chiavi sono nelle mani di persone o entità non residenti in Spagna e senza stabile organizzazione nel paese. Rientrano in questo gruppo gli exchange e i custodi internazionali (Binance, Kraken, Coinbase, KuCoin), poiché non sono costituiti né registrati come fornitori nazionali con sede fiscale locale.
L’Agenzia delle Entrate (AEAT) ha ufficialmente chiarito nelle sue FAQ che le criptovalute in autocustodia sono escluse dal Modello 721. Questa posizione ratifica il criterio fissato dalla Direzione Generale delle Imposte (consulenze vincolanti V2290-23 e V0941-24).
Controllando direttamente le chiavi private, non esiste un terzo che intermedi la custodia dall’estero:

|
Scenario |
Obbligato a presentare il Modello 721? |
| Hai meno di 50.000 € su un exchange estero | NO |
| Hai più di 50.000 € conservati su un Ledger / Trezor (autocustodia) | NO |
| Hai più di 50.000 € distribuiti su exchange spagnoli registrati | NO |
| Hai 50.000 € o più accumulati su exchange esteri (es. Binance, Coinbase) | SÌ |
Una volta verificato che soddisfi i requisiti per dichiarare, devi prestare attenzione al calendario fiscale.
Il periodo abilitato dalla Sede Elettronica dell’AEAT per presentare la dichiarazione va dal 1° gennaio al 31 marzo dell’anno successivo all’esercizio fiscale dichiarato.
Ad esempio, la campagna corrispondente all’esercizio 2026 deve essere presentata tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2027.

Al momento di formalizzare la dichiarazione presso la Sede Elettronica dell’AEAT, la piattaforma richiede una serie di dati concreti per identificare in modo esaustivo ciascuna delle tue posizioni all’estero (conformemente all’allegato dell’Ordinanza HFP/886/2023).
Se hai perso la condizione di titolare, autorizzato o beneficiario durante l’anno (ad esempio, dopo aver chiuso il conto o trasferito la totalità dei fondi), devi comunque dichiararlo. In questi casi, le informazioni finanziarie che devi fornire non corrispondono al 31 dicembre, ma alla data esatta in cui tale rapporto o titolarità si è estinto.

Per evitare le confuse abituali tra i diversi obblighi fiscali, è fondamentale distinguere il Modello 721 da altri adempimenti con cui viene spesso confuso:
|
Adempimento |
Cosa si dichiara? |
Finalità |
| Modello 720 | Conti, immobili o azioni all’estero | Informativa |
| Modello 721 | Criptovalute custodite su exchange esteri | Informativa |
| Redditi (IRPF) | Plusvalenze o minusvalenze al momento della vendita, scambio o rendimento delle cripto | Pagare le imposte |
Ignorare il Modello 721 o consegnarlo fuori termine è sanzionato conformemente al regime generale della Legge Generale Tributaria (LGT):
Tuttavia, il pericolo principale non è solo la multa amministrativa, ma l’ispezione successiva. Se l’AEAT scopre che avevi fondi non dichiarati all’estero e non ne dimostri l’origine, li considererà una plusvalenza patrimoniale non giustificata. In quel caso, la liquidazione nella Dichiarazione dei Redditi (IRPF) può effettivamente comportare penalità proporzionali tra il 50% e il 150% della quota evasa , più gli interessi di mora.

In definitiva, il Modello 721 è un adempimento semplice, ma obbligatorio se conservi più di 50.000 € su exchange esteri. Presentarlo in tempo è il modo più diretto per avere le tue criptovalute in regola con l’AEAT ed evitare multe inutili per distrazioni o mancanza di informazioni.
Se hai un caso complesso o dubbi sul tuo portafoglio, consulta un consulente fiscale specializzato in cripto-asset. Non rischiare sanzioni per errori nelle tue dichiarazioni: la tranquillità di avere tutto in regola non ha prezzo.